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  • Le parole della vita
  • Il grido dei bambini
  • Vivere con grazia
  • Liberazione e Lavoro, oggi
  • Le parole della vita
    di Adriana Maestro 
    Fino a pochi anni fa rigurgiti razzisti e tendenze autoritarie ci sembravano affidate a un lontano passato rispetto a cui sfoderavamo un senso tacito di superiorità e di guadagnata civiltà. C’erano dentro di noi delle certezze, delle conquiste da cui ci sembrava impossibile tornare indietro. Questo il ricordo di me bambina e poi ragazzina nei banchi di scuola, quando le nostre maestre e i nostri maestri ci parlavano di fascismo, di nazismo, dei totalitarismi, delle discriminazioni razziali, dello schiavismo e della lotta di liberazione, dell’orrore che era stato, come di fasi storiche superate rispetto a cui avevamo sviluppato ormai gli anticorpi necessari.
    Approfondisci

  • Il grido dei bambini
    di Angela Vitaliano 
    Liberate i bambini. Da sei settimane in America non si parla d’altro. Le immagini brutali dei bambini separati dai genitori, arrestati al confine con il Texas nel tentativo di raggiungere una vita migliore, hanno richiamato l’interesse della comunità internazionale solo quando sono state accompagnate dall’audio straziante, registrato di nascosto, del pianto notturno dei circa duemila “ospiti” di un centro di detenzione improvvisato in un supermercato abbandonato. Quando il mondo intero ha ascoltato l’orrore di quelle voci terrorizzate, sfinite, inconsolabili che chiamavano «mamma, papà», allora la crudeltà dell’ultima decisione dell’amministrazione di Donald Trump è emersa in tutto il suo potente orrore.
    Approfondisci

  • Vivere con grazia
    di Cristina Simonelli 
    «Il fine della vita umana su questo pianeta non è semplicemente sopravvivere, ma vivere con grazia, bellezza e felicità. Sta a noi farlo accadere». Questa citazione non è tratta da un'opera poetica o da una dissertazione teologica, ma da uno scritto dell'economista bengalese Yunus (Un mondo a tre zeri, p. 239). Nella sua riflessione così come in quella che accompagna le Comunità Locali Sostenibili, si intrecciano motivi diversi, ma convergenti, che Yunus dipinge con un progetto tendente a un triplice azzeramento: di povertà, disoccupazione e distruzione dell'ambiente.
    Approfondisci

  • Liberazione e Lavoro, oggi
    di Luigi Vassallo 
    Il 1° maggio 1945 nelle città del nord Italia si celebrò la festa della Liberazione e la festa del Lavoro con la sfilata delle brigate partigiane: un’immagine eloquente del legame indissolubile tra la lotta per la Liberazione e il Lavoro, sia perché i lavoratori erano stati parte attiva della Resistenza sia perché non c’è vera libertà se non si afferma la libertà del Lavoro. Sfilavano insieme i testimoni della volontà di riscatto della parte migliore della popolazione italiana, che aveva reagito opponendo dignità alla fuga del re e del suo governo, e i testimoni di un’idea d’Italia che era maturata nella lotta di liberazione, un’idea che non riusciva a immaginare la futura Repubblica italiana se non “fondata sul lavoro”.
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  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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  • Le parole della vita
  • Il grido dei bambini
  • Vivere con grazia
  • Liberazione e Lavoro, oggi
  • Le parole della vita
    di Adriana Maestro 
    Fino a pochi anni fa rigurgiti razzisti e tendenze autoritarie ci sembravano affidate a un lontano passato rispetto a cui sfoderavamo un senso tacito di superiorità e di guadagnata civiltà. C’erano dentro di noi delle certezze, delle conquiste da cui ci sembrava impossibile tornare indietro. Questo il ricordo di me bambina e poi ragazzina nei banchi di scuola, quando le nostre maestre e i nostri maestri ci parlavano di fascismo, di nazismo, dei totalitarismi, delle discriminazioni razziali, dello schiavismo e della lotta di liberazione, dell’orrore che era stato, come di fasi storiche superate rispetto a cui avevamo sviluppato ormai gli anticorpi necessari.
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  • Il grido dei bambini
    di Angela Vitaliano 
    Liberate i bambini. Da sei settimane in America non si parla d’altro. Le immagini brutali dei bambini separati dai genitori, arrestati al confine con il Texas nel tentativo di raggiungere una vita migliore, hanno richiamato l’interesse della comunità internazionale solo quando sono state accompagnate dall’audio straziante, registrato di nascosto, del pianto notturno dei circa duemila “ospiti” di un centro di detenzione improvvisato in un supermercato abbandonato. Quando il mondo intero ha ascoltato l’orrore di quelle voci terrorizzate, sfinite, inconsolabili che chiamavano «mamma, papà», allora la crudeltà dell’ultima decisione dell’amministrazione di Donald Trump è emersa in tutto il suo potente orrore.
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  • Vivere con grazia
    di Cristina Simonelli 
    «Il fine della vita umana su questo pianeta non è semplicemente sopravvivere, ma vivere con grazia, bellezza e felicità. Sta a noi farlo accadere». Questa citazione non è tratta da un'opera poetica o da una dissertazione teologica, ma da uno scritto dell'economista bengalese Yunus (Un mondo a tre zeri, p. 239). Nella sua riflessione così come in quella che accompagna le Comunità Locali Sostenibili, si intrecciano motivi diversi, ma convergenti, che Yunus dipinge con un progetto tendente a un triplice azzeramento: di povertà, disoccupazione e distruzione dell'ambiente.
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  • Liberazione e Lavoro, oggi
    di Luigi Vassallo 
    Il 1° maggio 1945 nelle città del nord Italia si celebrò la festa della Liberazione e la festa del Lavoro con la sfilata delle brigate partigiane: un’immagine eloquente del legame indissolubile tra la lotta per la Liberazione e il Lavoro, sia perché i lavoratori erano stati parte attiva della Resistenza sia perché non c’è vera libertà se non si afferma la libertà del Lavoro. Sfilavano insieme i testimoni della volontà di riscatto della parte migliore della popolazione italiana, che aveva reagito opponendo dignità alla fuga del re e del suo governo, e i testimoni di un’idea d’Italia che era maturata nella lotta di liberazione, un’idea che non riusciva a immaginare la futura Repubblica italiana se non “fondata sul lavoro”.
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  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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