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  • le donne cancellate: Sonderbaue il silenzio della storia
  • Un capitale sociale di auguri
  • La cura delle relazioni home
  • C'è una bella differenza
  • Le donne cancellate: Sonderbau e il silenzio della storia
    di Carmine Collina
    Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
    Sono leggere come una carezza le parole con cui Neruda apre la poesia “Il tuo sorriso”. Sono parole che vengono dal cuore di un poeta che forse meglio di tutti ha saputo raccontare il sapore vitale del riconoscere se stesso nel cuore di una donna, del guardare con gli occhi della meraviglia il segreto discreto che solo il sorriso di una donna riesce a custodire come il filo esile che nell’esistenza ci tiene in bilico.
    Approfondisci

  • Un capitale sociale di auguri
    di Salvatore Esposito, presidente di Mediterraneo Sociale
    Avevo pensato di ispirarmi agli auguri scomodi di Don Tonino Bello, ma ci vuole troppa spiritualità e troppa profondità solo a provarci. Sarebbe stata una infelice imitazione. Poi ho pensato di fare l’elenco letterario delle tante conquiste di quest’anno passato e delle belle prospettive del prossimo, ma le parole a volte sono stanche, come le persone. E la giusta solitudine ha prevalso. Ho cercato dentro di me risorse per parlarvi con autenticità e non le ho trovate. Dunque vi faccio gli auguri sociali con i vostri gesti e le vostre parole di questi ultimi giorni.
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  • La cura delle relazioni
    di Salvatore Esposito
    Un punto di riferimento di contenuti e di relazioni, di riflessione e di ricerca. Abbiamo fatto la scelta di rinnovare il nostro vecchio sito perché siamo cambiati e siamo diversi. In cinque anni abbiamo superato le preoccupazioni identitarie e le domande su chi siamo, cosa facciamo. Abbiamo certo mantenuto gli obiettivi strategici: l’Economia Civile, il Welfare di Comunità e la Finanza Etica.  Ma il nostro approccio è cambiato. Abbiamo incontrato, in questi ultimi anni, tanti maestri e maestre. Abbiamo fatto tanti percorsi di formazione e di ricerca-azione.
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  • C’è una bella differenza
    Scritto da Adriana Maestro, Centro Studi Mediterraneo Sociale
    C’è una bella differenza, potremmo dire, citando il bel testo intervista di Luisa Cavaliere a Lia Cigarini, a proposito della sentenza della giudice Paola Di Nicola in un caso di sfruttamento di prostituzione minorile ai danni di una adolescente di 15 anni. C’è una bella differenza nel fatto che in questo processo a scrivere la sentenza sia stata una giudice. La Di Nicola, piuttosto che risarcire la vittima con una somma di 20.000 euro, come richiesto dalla parte civile, sceglie la reintegrazione specifica consistente nell’obbligo da parte dell’imputato ad acquistare una serie di libri.
    Approfondisci

  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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  • le donne cancellate: Sonderbaue il silenzio della storia
  • Un capitale sociale di auguri
  • La cura delle relazioni home
  • C'è una bella differenza
  • Le donne cancellate: Sonderbau e il silenzio della storia
    di Carmine Collina
    Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
    Sono leggere come una carezza le parole con cui Neruda apre la poesia “Il tuo sorriso”. Sono parole che vengono dal cuore di un poeta che forse meglio di tutti ha saputo raccontare il sapore vitale del riconoscere se stesso nel cuore di una donna, del guardare con gli occhi della meraviglia il segreto discreto che solo il sorriso di una donna riesce a custodire come il filo esile che nell’esistenza ci tiene in bilico.
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  • Un capitale sociale di auguri
    di Salvatore Esposito, presidente di Mediterraneo Sociale
    Avevo pensato di ispirarmi agli auguri scomodi di Don Tonino Bello, ma ci vuole troppa spiritualità e troppa profondità solo a provarci. Sarebbe stata una infelice imitazione. Poi ho pensato di fare l’elenco letterario delle tante conquiste di quest’anno passato e delle belle prospettive del prossimo, ma le parole a volte sono stanche, come le persone. E la giusta solitudine ha prevalso. Ho cercato dentro di me risorse per parlarvi con autenticità e non le ho trovate. Dunque vi faccio gli auguri sociali con i vostri gesti e le vostre parole di questi ultimi giorni.
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  • La cura delle relazioni
    di Salvatore Esposito
    Un punto di riferimento di contenuti e di relazioni, di riflessione e di ricerca. Abbiamo fatto la scelta di rinnovare il nostro vecchio sito perché siamo cambiati e siamo diversi. In cinque anni abbiamo superato le preoccupazioni identitarie e le domande su chi siamo, cosa facciamo. Abbiamo certo mantenuto gli obiettivi strategici: l’Economia Civile, il Welfare di Comunità e la Finanza Etica.  Ma il nostro approccio è cambiato. Abbiamo incontrato, in questi ultimi anni, tanti maestri e maestre. Abbiamo fatto tanti percorsi di formazione e di ricerca-azione.
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  • C’è una bella differenza
    Scritto da Adriana Maestro, Centro Studi Mediterraneo Sociale
    C’è una bella differenza, potremmo dire, citando il bel testo intervista di Luisa Cavaliere a Lia Cigarini, a proposito della sentenza della giudice Paola Di Nicola in un caso di sfruttamento di prostituzione minorile ai danni di una adolescente di 15 anni. C’è una bella differenza nel fatto che in questo processo a scrivere la sentenza sia stata una giudice. La Di Nicola, piuttosto che risarcire la vittima con una somma di 20.000 euro, come richiesto dalla parte civile, sceglie la reintegrazione specifica consistente nell’obbligo da parte dell’imputato ad acquistare una serie di libri.
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  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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