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  • Un paese normale
  • Ci interessa il potere?
  • Welfare, no grazie. Vogliamo la felicità home
  • le donne cancellate: Sonderbaue il silenzio della storia
  • Un Paese normale
    di Adriana Maestro 
    Interroghiamoci sulla normalità del nostro Paese, prima che su situazioni eccezionali e sulla capacità di risposte emergenziali. Sul funzionamento ordinario dei nostri presidi democratici e dei nostri servizi essenziali, sulla nostra cultura di democrazia e trasparenza, sulla effettiva garanzia di pari trattamento per tutti, senza differenze di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di status economico o sociale – come recita l’art. 3 della nostra Costituzione. Sul ruolo delle élite intellettuali, economiche, politiche, sui mezzi di informazione, sull’Università, su logiche lobbiste e protezioniste che...
    Approfondisci

  • Ci interessa il potere?
    di Adriana Maestro
    Confrontandomi qualche giorno fa con Luisa Cavaliere sul tema del potere, ho affermato che, a pensarci bene, si tratta di un tema che non mi appassiona. Ho riflettuto in seguito sulle mie parole e mi sono resa conto di aver detto una cosa non vera e di essere caduta in questo equivoco perché avevo nella testa un’idea di potere legata a quel modello culturale che in Occidente ha da sempre escluso le donne. In particolare, la parola “potere” mi rimandava immediatamente al potere nella sfera pubblica, al potere politico nel senso di potere di rappresentanza nelle istituzioni, o comunque al “potere” nel senso di “legge del più forte”. 
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  • Welfare, no grazie. Vogliamo la felicità
    di Salvatore Esposito
    Mi hanno detto «fai un editoriale sul welfare, non più di una cartella e mezza». Bene, è un sollievo. Meno rischi di deliri e parole vuote. Semplificando molto, la questione si può affrontare su tre livelli di pensiero: l’approccio culturale, il quadro economico e il sistema istituzionale generale e locale. E ci sono diversi modi di raccontarla, attraverso le storie di vita, i dati statistici reali o facendo leva sui modelli teorici. Parto dalla mia storia di vita. La vignetta di Pat Carra “Io ti salverò…”, uscita qualche tempo fa su questo sito, è esemplare di quello che mi è successo.
    Approfondisci

  • Le donne cancellate: Sonderbau e il silenzio della storia
    di Carmine Collina
    Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
    Sono leggere come una carezza le parole con cui Neruda apre la poesia “Il tuo sorriso”. Sono parole che vengono dal cuore di un poeta che forse meglio di tutti ha saputo raccontare il sapore vitale del riconoscere se stesso nel cuore di una donna, del guardare con gli occhi della meraviglia il segreto discreto che solo il sorriso di una donna riesce a custodire come il filo esile che nell’esistenza ci tiene in bilico.
    Approfondisci

  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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  • Un paese normale
  • Ci interessa il potere?
  • Welfare, no grazie. Vogliamo la felicità home
  • le donne cancellate: Sonderbaue il silenzio della storia
  • Un Paese normale
    di Adriana Maestro 
    Interroghiamoci sulla normalità del nostro Paese, prima che su situazioni eccezionali e sulla capacità di risposte emergenziali. Sul funzionamento ordinario dei nostri presidi democratici e dei nostri servizi essenziali, sulla nostra cultura di democrazia e trasparenza, sulla effettiva garanzia di pari trattamento per tutti, senza differenze di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinione politica, di status economico o sociale – come recita l’art. 3 della nostra Costituzione. Sul ruolo delle élite intellettuali, economiche, politiche, sui mezzi di informazione, sull’Università, su logiche lobbiste e protezioniste che...
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  • Ci interessa il potere?
    di Adriana Maestro
    Confrontandomi qualche giorno fa con Luisa Cavaliere sul tema del potere, ho affermato che, a pensarci bene, si tratta di un tema che non mi appassiona. Ho riflettuto in seguito sulle mie parole e mi sono resa conto di aver detto una cosa non vera e di essere caduta in questo equivoco perché avevo nella testa un’idea di potere legata a quel modello culturale che in Occidente ha da sempre escluso le donne. In particolare, la parola “potere” mi rimandava immediatamente al potere nella sfera pubblica, al potere politico nel senso di potere di rappresentanza nelle istituzioni, o comunque al “potere” nel senso di “legge del più forte”. 
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  • Welfare, no grazie. Vogliamo la felicità
    di Salvatore Esposito
    Mi hanno detto «fai un editoriale sul welfare, non più di una cartella e mezza». Bene, è un sollievo. Meno rischi di deliri e parole vuote. Semplificando molto, la questione si può affrontare su tre livelli di pensiero: l’approccio culturale, il quadro economico e il sistema istituzionale generale e locale. E ci sono diversi modi di raccontarla, attraverso le storie di vita, i dati statistici reali o facendo leva sui modelli teorici. Parto dalla mia storia di vita. La vignetta di Pat Carra “Io ti salverò…”, uscita qualche tempo fa su questo sito, è esemplare di quello che mi è successo.
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  • Le donne cancellate: Sonderbau e il silenzio della storia
    di Carmine Collina
    Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
    Sono leggere come una carezza le parole con cui Neruda apre la poesia “Il tuo sorriso”. Sono parole che vengono dal cuore di un poeta che forse meglio di tutti ha saputo raccontare il sapore vitale del riconoscere se stesso nel cuore di una donna, del guardare con gli occhi della meraviglia il segreto discreto che solo il sorriso di una donna riesce a custodire come il filo esile che nell’esistenza ci tiene in bilico.
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  • L''economia è cura di Ina Praetorius
  • L'economia è Cura di Ina Praetorius
    Edizione italiana a cura di Adriana Maestro per la IOD edizioni
    Oggi il tema della cura è diventato un tema molto frequentato, grazie soprattutto a una parte del pensiero femminista che ci ha lavorato assiduamente in questi anni, ponendolo al centro delle proprie riflessioni. Si parla ormai abbastanza comunemente di cura, di lavori di cura, dell’economia della cura, anche con tutte le trappole che questi termini e questi temi comportano. La proposta che qui però la Praetorius chiaramente ci fa è di considerare la cura come il centro stesso, l’oggetto precipuo dell’economia e non come un settore specifico di essa che chiede riconoscimento senza, con questo, mettere sostanzialmente in discussione il concetto di economia come oggi viene comunemente accettato.
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